Una buona notizia
Guarire dai disturbi del comportamento alimentare è possibile.
Questa è la buona notizia.
Il cibo è la peggiore delle dipendenze, per una ragione molto semplice: se ci asteniamo dal cibo moriamo.
Dobbiamo mangiare.
Per questo motivo non è possibile, se si dipende dal cibo, se si vive con le calorie in testa 24 ore su 24 o se si sfoga l'anisa e il dispiacere col cibo, eliminare la sostanza. Nutrirci è necessario.
Anoressia e bulimia e altri disturbi del comportamento alimentare distruggono la vita di una persona.
Anoressia e bulimia sono due impostori, ladri di vita, vampiri, che fanno credere alla persona di essere le sue migliori amiche e rifugio al dolore e al senso di inadeguatezza. In realtà sono dei killer che giorno dopo giorno succhiano sicurezza, autostima e serenità e piano piano la voglia di vivere.
La bugia più grande che i due vampiri sussurrano all'orecchio di chi sta male è "se sarò magra/o sarò amata/o", "se avrò un corpo perfetto gli altri mi vorranno bene e sarò accettata/o", "se sarò magra/o sarò felice", "se sarò magra/o risolverò tutti i miei problemi".
E' una menzogna, è "la grande bugia".
Non continuare a farti fregare!
Riprenditi la vita!
Si può guarire senza retaggi nella testa, si può cambiare il chip, si può rendere il cibo un piacere e non un incubo e riappropriarsi della propria autostima e della gioia di vivere, si può imparare a gestire le proprie emozioni, ad essere forti e sereni senza bisogno di controllare il cibo o di affogare il dolore nel cibo.
La vita è preziosa, è una, è corta, non lasciartela rubare dai vampiri!
Chiedici aiuto, siamo qui per questo, è la nostra missione.
La sofrologia caycediana è un valido supporto alle terapie per i disturbi alimentari.
E se conosci qualcuno che soffre di anoressia o bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare dagli la buona notizia: si può guarire.
Non chiudere gli occhi, informati, aiutaci anche nella prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare.
sofrologiaonline@gmail.com
I DISORDINI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
I disordini alimentari, tra cui anoressia e bulimia, sono oggi un'emergenza salute, un'epidemia che colpisce tutti gli trati sociali.
Se non trattati possono diventare una condizione permanente che fa vivere una persona in un inferno e nei casi più gravi possono portare alla morte (suicidio, arresto cardiaco).
I disturbi del comportamento alimentare possono insaurasi fin da età giovanissima e innsecano dei meccanismi di stress emotivo molto forte.
Un disordine alimentare nasce da fattori molteplici ma in tutti c'è un filo conduttore comune:la sopravvalutazione dell'importanza della propria forma fisica e del peso.
Per alcune persone si tratta di una vera e propria tendenza autodistruttiva.
I disordini alimentari possono dipendere da traumi molto forti che una persona ha subito, essere la conseguenza ulteriore di uno stress post-traumatico. Altre volte è una dieta a innescare il circolo della malattia. Una dieta fatta per conformarsi ai canoni folli di bellezza della società in cui viviamo.
Gli effetti dei disordini alimentari sono molto pesanti, sia sotto il profilo fisico che quello psicologico. Dal punto di vista fisico, gli effetti della malnutrizione comportano ulcere intestinali e danni permanenti ai tessuti dell’apparato digerente, disidratazione, danneggiamento di gengive e denti, seri danni cardiaci, al fegato e ai reni, problemi al sistema nervoso, con difficoltà di concentrazione e di memorizzazione, danni al sistema osseo, con accresciuta probabilità di fratture e di osteoporosi, blocco della crescita, emorragieinterne, ipotermia e ghiandole ingrossate.
Le ripercussioni psicologiche sono depressione, basso livello di autostima, senso di vergogna e colpa,difficoltà a mantenere relazioni sociali e familiari, sbalzi di umore, tendenza a comportamenti e maniacali, propensione al perfezionismo.
Sintomi e caratteristiche
Anoressia nervosa
Una persona diventa anoressica quando, riducendo o interrompendo la propria consueta alimentazione, scende sotto l’85% del peso normale per la propria età, sesso e altezza. L’anoressia è conseguente al rifiuto ad assumere cibo, determinato da una intensa paura di acquistare peso o diventare grassi, anche quando si è
sottopeso. Spesso, una persona anoressica comincia con l’evitare tutti i cibi ritenuti grassi e a concentrarsi su alimenti ‘sani’ e poco calorici, con una
attenzione ossessiva al contenuto calorico e alla composizione dei cibi e alla bilancia. Frequentemente i pasti vengono evitati o consumati con estrema
lentezza, rimuginando a lungo su ogni boccone ingerito. Il corpo viene percepito e vissuto in modo alterato, con un eccesso di attenzione alla forma e con il
rifiuto frequente ad ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso.
Diagnosticare l’anoressia non è sempre semplice in soggetti molto giovani, perché i cambiamenti fisici che accompagnano l’adolescenza e che comportano squilibri di
peso e altezza possono mascherarne le prime fasi. Nei bambini, è più comune che l’anoressia si manifesti attraverso altri sintomi, come la nausea e il sentimento di non fame. Nelle ragazze, invece, uno dei sintomi più classici è l’interruzione del ciclo mestruale per almeno tre mesi successivi, sintomo che però non si applica a giovani adolescenti che ancora non abbiano avuto il menarca o, al contrario, alle ragazze che prendono la pillola anticoncezionale.
L’anoressia si manifesta in due modi:
con restrizioni, determinata dalla riduzione costante della quantità di alimenti ingeriti;
con abbuffate e successiva eliminazione: alimentazione compulsiva seguita da vomito autoindotto, uso inappropriato di pillole lassative e diuretiche, iper-attività
fisica per perdere peso.
La persona anoressica diventa così ossessionata dal cibo che la propria vita finisce con l’essere totalmente incentrata sulla questione alimentare, impedendo
di provare interesse e entusiasmo verso qualsiasi altra cosa.
Bulimia Nervosa
Una persona bulimica si abbuffa in modo molto diverso da quello che avviene quando normalmente si mangia troppo. Le caratteristiche tipiche del comportamento
bulimico sono:
ingestione di una quantità eccessiva di cibo, a volte per un totale di diverse migliaia di calorie, in un arco di tempo molto stretto, per esempio nel giro di due ore, e solitamente di nascosto da altri;
la sensazione di non poter smettere di mangiare e di non poter controllare il proprio comportamento
l’abbuffata è preceduta e seguita da uno stress emotivo molto forte
Dopo aver mangiato in modo così eccessivo, la persona bulimica generalmente si sente in colpa e tende a punirsi vomitando, ingerendo pillole diuretiche e lassativi
con l’intento di dimagrire. Se questo comportamento diventa ripetitivo, ad esempio si manifesta due volte alla settimana per tre mesi, si è di fronte a un
chiaro segnale di disordine alimentare. Raramente, i pazienti bulimici non si infliggono alcuna punizione.
A lungo andare, un soggetto bulimico entra in una fase di depressione e di disgusto verso se stesso e cerca di occultare il proprio comportamento agli
altri, anche se la propria forma e apparenza fisica finiscono con il diventare una ossessione permanente e con l’avere forti ripercussioni sulla propria
autostima. Una persona bulimica può essere di peso normale, sottopeso o sovrappeso, diversamente da una anoressica che è sempre sotto peso. Inoltre, il
peso di un soggetto bulimico può variare enormemente e oscillare, fatto che può essere utilizzato come sintomo dell’esistenza di un disordine alimentare.
Oltre all’anoressia e alla bulimia, esiste anche un genere di disordine alimentare non definito. Non tutti i casi sono infatti esattamente descrivibili nell’arco dei
sintomi tipici di anoressia e bulimia.
Alcuni soggetti, ad esempio, iniziano conuna forma di anoressia ma poi, incapaci di mantenere il basso peso, scivolano verso comportamenti bulimici. Secondo l’American Psychiatric Association, la metà dei pazienti anoressici finiscono con l’avere anche sintomi di bulimia, e in qualche caso i pazienti bulimici sviluppano comportamenti anoressici.
Binge Eating Desorder
Una persona affetta da binge eating disorder presenta degli episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata.
Un episodio di abbuffata si caratterizza per la presenza di entrambi questi elementi:
mangiare, in un periodo definito di tempo, ad esempio due ore, un quantitativo di cibo chiaramente più abbondante di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo simile di tempo e in circostanze simili;
sensazione di perdita del controllo durante l'episodio, cioè la sensazione di non riuscire a fermarsi o a controllare che cosa e quanto si sta mangiando.
Gli episodi di alimentazione incontrollata sono delle abbuffate che presentare queste caratteristiche:
mangiare più velocemente del normale;mangiare fino a quando ci si sente spiacevolmente sazi; mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati;mangiare da soli a causa dell'imbarazzo o vergogna per quanto si sta mangiando; sentirsi disgustato verso se stesso, depresso o molto in colpa dopo le abbuffate.
E’ presente in chi soffre di questo disturbo un marcato disagio riguardo al mangiare in modo incontrollato.
Le caratteristiche cliniche del disturbo da alimentazione incontrollata sono molto simili a quelle della bulimia. Le persone affette sono molto preoccupate per il
loro comportamento, se ne vergognano e lo giudicano un grave problema, sia per la sensazione di perdita di controllo, sia per le conseguenze che le abbuffate
hanno sul peso corporeo e sulla salute.
Come capire se si soffre di disturbo da alimentazione incontrollata?
I sintomi in base ai quali si può capire se si soffre di binge eating disorder sono:
abbuffate simili a quelle presenti nella bulimia nervosa oppure frequenti pasti o spuntini nel corso della giornata, più o meno consistenti, che si susseguono in continuazione; assenza di vomito provocato volontariamente, motivo per cui le persone che soffrono di BED tendono, con il passare dei mesi e degli anni, ad evolvere verso forme di obesità di grado estremamente variabile;
presenza di un senso di vergogna, anziché di colpa, per il fatto di non riuscire a controllare la propria alimentazione.
I soggetti con disturbo da alimentazione incontrollata non presentano mai un peso normale.
CIBO e SPORT: le nuove dipendenze della società dell'apparire
Vai alla pagina "La forma fisica e le nuove dipendenze"
Questa è la buona notizia.
Il cibo è la peggiore delle dipendenze, per una ragione molto semplice: se ci asteniamo dal cibo moriamo.
Dobbiamo mangiare.
Per questo motivo non è possibile, se si dipende dal cibo, se si vive con le calorie in testa 24 ore su 24 o se si sfoga l'anisa e il dispiacere col cibo, eliminare la sostanza. Nutrirci è necessario.
Anoressia e bulimia e altri disturbi del comportamento alimentare distruggono la vita di una persona.
Anoressia e bulimia sono due impostori, ladri di vita, vampiri, che fanno credere alla persona di essere le sue migliori amiche e rifugio al dolore e al senso di inadeguatezza. In realtà sono dei killer che giorno dopo giorno succhiano sicurezza, autostima e serenità e piano piano la voglia di vivere.
La bugia più grande che i due vampiri sussurrano all'orecchio di chi sta male è "se sarò magra/o sarò amata/o", "se avrò un corpo perfetto gli altri mi vorranno bene e sarò accettata/o", "se sarò magra/o sarò felice", "se sarò magra/o risolverò tutti i miei problemi".
E' una menzogna, è "la grande bugia".
Non continuare a farti fregare!
Riprenditi la vita!
Si può guarire senza retaggi nella testa, si può cambiare il chip, si può rendere il cibo un piacere e non un incubo e riappropriarsi della propria autostima e della gioia di vivere, si può imparare a gestire le proprie emozioni, ad essere forti e sereni senza bisogno di controllare il cibo o di affogare il dolore nel cibo.
La vita è preziosa, è una, è corta, non lasciartela rubare dai vampiri!
Chiedici aiuto, siamo qui per questo, è la nostra missione.
La sofrologia caycediana è un valido supporto alle terapie per i disturbi alimentari.
E se conosci qualcuno che soffre di anoressia o bulimia o altri disturbi del comportamento alimentare dagli la buona notizia: si può guarire.
Non chiudere gli occhi, informati, aiutaci anche nella prevenzione dei disturbi del comportamento alimentare.
sofrologiaonline@gmail.com
I DISORDINI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
I disordini alimentari, tra cui anoressia e bulimia, sono oggi un'emergenza salute, un'epidemia che colpisce tutti gli trati sociali.
Se non trattati possono diventare una condizione permanente che fa vivere una persona in un inferno e nei casi più gravi possono portare alla morte (suicidio, arresto cardiaco).
I disturbi del comportamento alimentare possono insaurasi fin da età giovanissima e innsecano dei meccanismi di stress emotivo molto forte.
Un disordine alimentare nasce da fattori molteplici ma in tutti c'è un filo conduttore comune:la sopravvalutazione dell'importanza della propria forma fisica e del peso.
Per alcune persone si tratta di una vera e propria tendenza autodistruttiva.
I disordini alimentari possono dipendere da traumi molto forti che una persona ha subito, essere la conseguenza ulteriore di uno stress post-traumatico. Altre volte è una dieta a innescare il circolo della malattia. Una dieta fatta per conformarsi ai canoni folli di bellezza della società in cui viviamo.
Gli effetti dei disordini alimentari sono molto pesanti, sia sotto il profilo fisico che quello psicologico. Dal punto di vista fisico, gli effetti della malnutrizione comportano ulcere intestinali e danni permanenti ai tessuti dell’apparato digerente, disidratazione, danneggiamento di gengive e denti, seri danni cardiaci, al fegato e ai reni, problemi al sistema nervoso, con difficoltà di concentrazione e di memorizzazione, danni al sistema osseo, con accresciuta probabilità di fratture e di osteoporosi, blocco della crescita, emorragieinterne, ipotermia e ghiandole ingrossate.
Le ripercussioni psicologiche sono depressione, basso livello di autostima, senso di vergogna e colpa,difficoltà a mantenere relazioni sociali e familiari, sbalzi di umore, tendenza a comportamenti e maniacali, propensione al perfezionismo.
Sintomi e caratteristiche
Anoressia nervosa
Una persona diventa anoressica quando, riducendo o interrompendo la propria consueta alimentazione, scende sotto l’85% del peso normale per la propria età, sesso e altezza. L’anoressia è conseguente al rifiuto ad assumere cibo, determinato da una intensa paura di acquistare peso o diventare grassi, anche quando si è
sottopeso. Spesso, una persona anoressica comincia con l’evitare tutti i cibi ritenuti grassi e a concentrarsi su alimenti ‘sani’ e poco calorici, con una
attenzione ossessiva al contenuto calorico e alla composizione dei cibi e alla bilancia. Frequentemente i pasti vengono evitati o consumati con estrema
lentezza, rimuginando a lungo su ogni boccone ingerito. Il corpo viene percepito e vissuto in modo alterato, con un eccesso di attenzione alla forma e con il
rifiuto frequente ad ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso.
Diagnosticare l’anoressia non è sempre semplice in soggetti molto giovani, perché i cambiamenti fisici che accompagnano l’adolescenza e che comportano squilibri di
peso e altezza possono mascherarne le prime fasi. Nei bambini, è più comune che l’anoressia si manifesti attraverso altri sintomi, come la nausea e il sentimento di non fame. Nelle ragazze, invece, uno dei sintomi più classici è l’interruzione del ciclo mestruale per almeno tre mesi successivi, sintomo che però non si applica a giovani adolescenti che ancora non abbiano avuto il menarca o, al contrario, alle ragazze che prendono la pillola anticoncezionale.
L’anoressia si manifesta in due modi:
con restrizioni, determinata dalla riduzione costante della quantità di alimenti ingeriti;
con abbuffate e successiva eliminazione: alimentazione compulsiva seguita da vomito autoindotto, uso inappropriato di pillole lassative e diuretiche, iper-attività
fisica per perdere peso.
La persona anoressica diventa così ossessionata dal cibo che la propria vita finisce con l’essere totalmente incentrata sulla questione alimentare, impedendo
di provare interesse e entusiasmo verso qualsiasi altra cosa.
Bulimia Nervosa
Una persona bulimica si abbuffa in modo molto diverso da quello che avviene quando normalmente si mangia troppo. Le caratteristiche tipiche del comportamento
bulimico sono:
ingestione di una quantità eccessiva di cibo, a volte per un totale di diverse migliaia di calorie, in un arco di tempo molto stretto, per esempio nel giro di due ore, e solitamente di nascosto da altri;
la sensazione di non poter smettere di mangiare e di non poter controllare il proprio comportamento
l’abbuffata è preceduta e seguita da uno stress emotivo molto forte
Dopo aver mangiato in modo così eccessivo, la persona bulimica generalmente si sente in colpa e tende a punirsi vomitando, ingerendo pillole diuretiche e lassativi
con l’intento di dimagrire. Se questo comportamento diventa ripetitivo, ad esempio si manifesta due volte alla settimana per tre mesi, si è di fronte a un
chiaro segnale di disordine alimentare. Raramente, i pazienti bulimici non si infliggono alcuna punizione.
A lungo andare, un soggetto bulimico entra in una fase di depressione e di disgusto verso se stesso e cerca di occultare il proprio comportamento agli
altri, anche se la propria forma e apparenza fisica finiscono con il diventare una ossessione permanente e con l’avere forti ripercussioni sulla propria
autostima. Una persona bulimica può essere di peso normale, sottopeso o sovrappeso, diversamente da una anoressica che è sempre sotto peso. Inoltre, il
peso di un soggetto bulimico può variare enormemente e oscillare, fatto che può essere utilizzato come sintomo dell’esistenza di un disordine alimentare.
Oltre all’anoressia e alla bulimia, esiste anche un genere di disordine alimentare non definito. Non tutti i casi sono infatti esattamente descrivibili nell’arco dei
sintomi tipici di anoressia e bulimia.
Alcuni soggetti, ad esempio, iniziano conuna forma di anoressia ma poi, incapaci di mantenere il basso peso, scivolano verso comportamenti bulimici. Secondo l’American Psychiatric Association, la metà dei pazienti anoressici finiscono con l’avere anche sintomi di bulimia, e in qualche caso i pazienti bulimici sviluppano comportamenti anoressici.
Binge Eating Desorder
Una persona affetta da binge eating disorder presenta degli episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata.
Un episodio di abbuffata si caratterizza per la presenza di entrambi questi elementi:
mangiare, in un periodo definito di tempo, ad esempio due ore, un quantitativo di cibo chiaramente più abbondante di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo simile di tempo e in circostanze simili;
sensazione di perdita del controllo durante l'episodio, cioè la sensazione di non riuscire a fermarsi o a controllare che cosa e quanto si sta mangiando.
Gli episodi di alimentazione incontrollata sono delle abbuffate che presentare queste caratteristiche:
mangiare più velocemente del normale;mangiare fino a quando ci si sente spiacevolmente sazi; mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non ci si sente fisicamente affamati;mangiare da soli a causa dell'imbarazzo o vergogna per quanto si sta mangiando; sentirsi disgustato verso se stesso, depresso o molto in colpa dopo le abbuffate.
E’ presente in chi soffre di questo disturbo un marcato disagio riguardo al mangiare in modo incontrollato.
Le caratteristiche cliniche del disturbo da alimentazione incontrollata sono molto simili a quelle della bulimia. Le persone affette sono molto preoccupate per il
loro comportamento, se ne vergognano e lo giudicano un grave problema, sia per la sensazione di perdita di controllo, sia per le conseguenze che le abbuffate
hanno sul peso corporeo e sulla salute.
Come capire se si soffre di disturbo da alimentazione incontrollata?
I sintomi in base ai quali si può capire se si soffre di binge eating disorder sono:
abbuffate simili a quelle presenti nella bulimia nervosa oppure frequenti pasti o spuntini nel corso della giornata, più o meno consistenti, che si susseguono in continuazione; assenza di vomito provocato volontariamente, motivo per cui le persone che soffrono di BED tendono, con il passare dei mesi e degli anni, ad evolvere verso forme di obesità di grado estremamente variabile;
presenza di un senso di vergogna, anziché di colpa, per il fatto di non riuscire a controllare la propria alimentazione.
I soggetti con disturbo da alimentazione incontrollata non presentano mai un peso normale.
CIBO e SPORT: le nuove dipendenze della società dell'apparire
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